Mettersi in proprio e diventare il capo di se stessi! Un sogno per molte persone che grazie alla formula del franchising può trasformarsi in realtà. Sì, perché con il franchising l’investimento iniziale è sostenibile e si ha un continuo e valido supporto nel lavoro di sviluppo del proprio business.

Non tutti però hanno ben chiaro come funziona il franchising. Leggi il nostro articolo per scoprire tutto quello che c’è da sapere sulle attività in franchising e sul loro funzionamento.

Franchising: cos’è e come funziona

Il franchising è un contratto commerciale in cui entrano in gioco due soggetti, il franchisor o azienda madre e l’affiliato, anche detto franchisee. Anche se ogni contratto commerciale può essere personalizzato a seconda delle esigenze delle due parti in causa, ci sono alcuni elementi che sono sempre presenti:

  • Per poter aprire un’attività in franchising l’affiliato deve offrire al franchisor un fee d’ingresso e delle royalty, vale a dire una percentuale degli utili.
  • Il franchisor mette a disposizione dell’affiliato il suo know how, garantendo formazione, consulenza e assistenza.

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Tipologie di franchising

Sono disponibili tre diverse tipologie di contratto in franchising:

  • Franchising di distribuzione
    Il franchisor è in questo caso un’azienda che ha già sperimentato tecniche e metodi commerciali di successo. Si fa carico di insegnare queste tecniche e metodi all’affiliato che sotto la sua guida può aprire un punto vendita. Il franchisor si fa carico anche dell’arredamento della location scelta e di ogni attività di comunicazione e promozione. In questa tipologia rientrano ad esempio tutti i negozi di abbigliamento in franchising.
  • Franchising di servizi
    Il franchising di servizi è identico nel funzionamento al franchising di distribuzione, solo che in questo caso vengono offerti servizi e non prodotti. In questa categoria rientrano ad esempio ristoranti, autonoleggi, agenzie immobiliari e naturalmente agenzia automobiliari.
  • Franchising di produzione o industriale
    Questa terza tipologia di contratto in franchising può essere stipulato solo tra due imprese. Il franchisor è in questo caso un’azienda in possesso di alcuni brevetti di fabbricazione e marchi. Offre all’affiliato la possibilità di sfruttare questi brevetti al meglio per poter produrre delle merci a suo nome. L’affiliato quindi si fa carico della produzione delle merci oltre che della loro commercializzazione.

Costi e iter burocratico

Fee d’ingresso e royalty mensili, a quanto ammontano? Sappiamo che è questa la domanda che ronza nella tua mente, purtroppo però non possiamo darti una risposta precisa. Fee d’ingresso e royalty infatti variano a seconda del franchisor scelto. È importante ricordare che oltre a queste spese, devi anche considerare la location. Il franchisor si fa carico dei lavori di ristrutturazione e dell’arredamento, ma l’affitto o l’acquisto della location è una tua responsabilità.

Detto questo, ecco tutti i passaggi necessari per aprire un’attività in franchising:

  • Richiedere l’apertura della Partita Iva.
  • Iscrivere la propria attività al Registro delle Imprese della Camera di Commercio.
  • Aprire la posizione INPS e INAIL.
  • Recarsi nel proprio Comune per effettuare una dichiarazione di inizio attività.
  • Richiedere i permessi per l’insegna, nonché quelli per poter utilizzare il suolo pubblico nel caso ve ne sia la necessità.
  • Pagare i diritti SIAE.

Possono essere necessari anche altri passaggi, a seconda del settore. Non devi far altro che confrontarti con il tuo franchisor, che ti offrirà tutte le indicazioni del caso, guidandoti nell’iter burocratico.

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Vantaggi e svantaggi

La formula del franchising offre vantaggi per entrambi le parti in gioco:

Il franchisor infatti grazie ai suoi affiliati ha modo di espandere la sua rete di vendita, senza però dover gestire in modo diretto i singoli negozi. Inoltre la sempre maggiore diffusione dei suoi punti vendita rende possibile un aumento della sua notorietà oltre che dei profitti.

L’affiliato d’altra parte ha modo di:

  • mettersi in proprio anche senza avere esperienza nel settore scelto, sfruttando il know-how acquisito dal franchisor;
  • partire con un investimento iniziale molto più contenuto rispetto alle spese necessarie per l’avvio di un’impresa svincolata da una rete franchising;
  • crescere e guadagnare senza doversi fare carico dei costi di comunicazione e promozione, sostenuti dal franchisor;
  • usufruire della notorietà e dell’autorevolezza del marchio scelto.

Ci sono degli svantaggi da prendere in considerazione? A nostro avviso no. Certo, affiliandosi ad un’azienda madre ci sono dei costi da sostenere, inizialmente con il fee d’ingresso e mensilmente con le royalty. A prima vista potrebbe sembrare che questo comprometta gli incassi, ma non è affatto così. Le royalty sono sempre infatti commisurate agli incassi e compensano le attività portate avanti dal franchisor a sostegno del brand, delle quali beneficiano tutti gli affiliati.

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