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Il franchising in Italia nel 2018: numeri, opportunità, prospettive

Il franchising in Italia nel 2018: numeri, opportunità, prospettive

Il franchising in Italia compie 50 anni e fa segnare numeri entusiasmanti. Qui ti raccontiamo i dati più significativi e le ragioni del successo di questo modello di business.

Viviamo in un’epoca piuttosto instabile dal punto di vista economico e lavorativo. Il franchising risponde a queste criticità garantendo prima di tutto cooperazione e condivisione del rischio. Niente instabilità insomma, bensì tanti benefici, quali: visibilità e riconoscibilità del brand, know how consolidato, formazione e supporto costanti, investimento iniziale modulabile e decisamente inferiore a quello necessario per creare da zero una nuova attività. Questi gli elementi che determinano il successo del franchising e che permettono a chi vuole mettersi in proprio di cominciare con il piede giusto.

I numeri più rilevanti del franchising in Italia nel 2018

I dati del rapporto Assofranchising 2019 parlano di un giro di affari legato al franchising in Italia di ben 25.041.158.750 €. Si tratta di un risultato economico impressionante e che ha visto un incremento del 2% rispetto al 2017.

Non è aumentato solo il giro di affari, ma anche il numero di punti vendita in franchising. I franchisor italiani hanno infatti visto un incremento di punti vendita in Italia del 4,5%. L’incremento è stato ancora più interessante all’estero, pari infatti al 7,6%. L’aumento dei punti vendita legati a franchisor italiani in altri paesi è il chiaro segno di una propensione verso i mercati internazionali che va sostenuta e incoraggiata.

Il trend non è positivo solo prendendo in considerazione il biennio 2017-2018. Anche considerando il periodo 2014-2018 i risultati sono eccellenti. In questi quattro anni infatti il giro d’affari del franchising italiano è aumentato del 7,8% e le insegne operative in Italia hanno registrato un aumento del 2,1%. I punti vendita in Italia sono aumentati dell’8,3% mentre quelli all’estero del 10,9%.

I settori di riferimento

A differenza di ciò che molte persone credono, il franchising può essere applicato ad ogni settore commerciale.

  • Il settore che in questo momento va per la maggiore in Italia è quello dei servizi, pari nel 2018 al 24,6% del totale.
  • Segue il settore dell’abbigliamento pari al 19,5% (in flessione dell’1,1% rispetto al 2017).
  • Terzo classificato, il settore della ristorazione, con una percentuale del 17,9%. In questo caso si è assistito invece ad una crescita importante, pari al 5,5% rispetto al 2017.
  • Molto bene anche il settore del commercio specializzato che nel 2018 è pari al 12,6% del totale e che ha vissuto un incremento del 3,4% rispetto all’anno precedente.
  • A seguire troviamo il settore beauty, cura e benessere della persona, con una percentuale dell’11,2%. In questo caso c’è stata rispetto al 2017 una lieve flessione, pari allo 0,9%.
  • Troviamo poi il settore casa con una percentuale del 4,9% e un incremento del 6,8% rispetto al 2017 a riprova delle buone potenzialità di questo ambito commerciale.
  • Chiude la classifica la GDO, Grande Distribuzione Organizzata con il 4,5% e la flessione più pesante con un -2,3%.

L’identikit del franchisee

Si ma che caratteristiche hanno le persone che decidono di mettersi in proprio entrando in una rete franchising? Sempre basandosi sui dati del rapporto Assofranchising 2019, il franchisee in Italia ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni o è una persona un po’ più matura che magari ha già collezionato varie esperienze lavorative, con un’età tra i 36 e i 45 anni.

I franchisee del 2018 sono perlopiù uomini con una percentuale pari al 64,5%. Anche se l’imprenditoria femminile a prima vista sembra avere poco spazio nel settore franchising, è da notare che in realtà il numero delle donne che scelgono questa formula è nettamente superiore rispetto alle altre attività commerciali in proprio aperte sul nostro territorio. La percentuale è insomma bassa rispetto al totale, ma si tratta comunque di un dato più che positivo.

Il franchisee ideale decide di aprire un punto vendita in franchising in zone mediamente popolate, con un bacino di utenza da 20.000 a 50.000 persone. Inoltre sceglie tipicamente una location con una superficie tra i 20 e gli 80 metri quadri. Per quanto riguarda l’investimento iniziale, non è il franchisee a decidere, questo lo sappiamo bene. Stando ai dati raccolti relativi al 2018 sembra comunque che nella maggior parte dei casi l’investimento iniziale sia inferiore ai 100.000 euro.

Sviluppo del franchising sul territorio italiano

La più alta concentrazione di punti vendita in franchising la troviamo nel Nord Ovest (con la Lombardia in testa), dove i punti vendita in franchising sono pari al 37,5% del totale

A seguire le regioni del Centro, con una percentuale del 21,3% che resta invariata rispetto al 2017. Le regioni del Nord Est presentano una percentuale del 20,8% del totale, mentre Sud e Isole una percentuale del 20,4%.

Opportunità e prospettive per il futuro

Al momento non si hanno dati precisi sull’andamento del franchising in Italia nel 2019. Questi dati li potremo consultare solo tra qualche mese. Attualmente sono infatti in fase di elaborazione. Nonostante questo, tutti sono concordi nell’affermare che il settore del franchising in Italia nel 2019 ha vissuto un trend ulteriormente positivo, sia in termini di fatturato che per quanto concerne il numero di nuovi punti vendita aperti. Le prospettive per il futuro sono dunque decisamente incoraggianti.

Secondo alcuni esperti del settore, il franchising italiano dovrebbe però superare quel provincialismo che ci viene spesso rimproverato. Sarebbe poi necessario il riconoscimento del format franchising da parte del mondo politico, così da poter introdurre normative e incentivi a tutela e supporto dei soggetti attivi in questo settore.

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